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I Medaglioni di Brandi

Politica
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Trovo questi “ Medaglioni” di Peppino Brandi che appaiono su “ Il Dispari” ogni domenica molto carini. Sono scritti in punta di penna con  grande capacità che danno testimonianza della notevole bravura di Peppino nello scrivere – è una capacità rara di questi tempi ! -   esattamente come parla con una naturale simpatia che  la persona suscita  che ha una altrettanto notevole Cultura acquistata da sé oltre i banchi di scuola. Conferma Peppino quella straordinaria considerazione del mio indimenticabile Preside, prof. Severo Scoti: “ la Cultura non ha bisogno di aggettivi qualificativi”.


Ho trovato di grande interesse – umano e storico – i ritratti che Brandi ha fatto dell’ avv. Vincenzo Romolo e dell’ avv. Umberto Di Meglio così credo che sarà altrettanto interessante il ritratto previsto per oggi della nostra  Preside prof.ssa Anna Di Meglio Baldino.
Peppino presenta i personaggi fondendo le notizie ufficiali o conosciute con ricordi personali e dà merito a questi personaggi che hanno fatto la storia contemporanea dell’ isola d’Ischia. Suggerisce anche concrete iniziative di ricordo come quella di intitolare la superstrada all’ avv. Romolo, onesto e capace sindaco d’ Ischia del quinquennio 1970-1975  al quale Brandi riconosce il senso dello Stato pur essendo un “ liberalone” come lo definisce.
Suscitano molta nostalgia questi Medaglioni perché questi erano veramente dei Maestri dai quali i giovani potevano apprendere l’ arte della politica e della civile convivenza intese come servizio civile da dare alla Comunità  dell’ isola d’ Ischia per la sua “ marcia in avanti” verso migliori livelli di vita. Gli esprimo quindi sincere congratulazioni per questi suoi interventi e non solo per i Medaglioni ma anche per le sue accurate descrizioni di angoli, fatti, tradizioni anche semplici, della nostra isola d’ Ischia che Brandi esprime nella sua Unità oltre la cinta daziaria  dei sei Comuni.
Ho conosciuto Peppino Brandi in almeno tre occasioni. Dico “ conosciuto” perché la conoscenza di un Amico si rinnova continuamente e così si conferma la stima e l’ affetto anche se i tempi della telematica non permettono più la frequentazione di una volta.
La prima conoscenza avvenne negli anni ‘ 60 quando Peppino faceva il portiere della squadra  della “ Juve Nizzola” di Casamicciola. Magrissimo pieno di maglioni non so come riusciva a parare. Fu una conoscenza di un ragazzino molto fugace di un giovane molto allegro che già da allora sprigionava simpatia.
La seconda conoscenza è più consistente. Risale al quinquennio 1971-1975 quello in cui imparai a fare il “ giornalista locale” con “ Il Giornale d’ Ischia” di Franco Conte, mio indimenticabile fraterno Maestro. Peppino Brandi era l’ amministratore della piccola società editrice di una iniziativa editoriale impostata su un disegno politico che doveva portare ad una democrazia avanzata con una “ nuova” DC ed un “ nuovo” PSI proprio in un’area geografica spezzettata e particolare come quella dell’ isola d’ Ischia. Non solo Peppino era l’ amministratore ma anche l’ organizzatore del giornale per quanto si potesse organizzare allora. Non c’era una linotype ad Ischia ed il giornale si doveva stampare a Napoli. Lo facevamo alla tipografia Lampo del barone Torella che era ubicata in un anfratto del Conservatorio a San Pietro a Macella  il quale da anni aveva una causa di sfratto da parte del Conservatorio. Ricordo il lavoro manuale di Peppino di distribuzione con la fascetta per gli abbonati. Ogni tanto Peppino scriveva sul quindicinale, poi settimanale per due anni ad 8 pagine, ed infine mensile e poi la chiusura perché Franco Conte decise di ritornare in Canada ed io di prendere altre strade.
In quella sede a Piazza Croce con due sole scrivanie ci si vedeva di sera ( ma io e Franco c’eravamo già di mattina) con Peppino Brandi e  con altri frequentatori come Michele Longobardo e Franco Borgogna per parlare di politica e di giornali sotto la regia, discreta e lenta, di Franco Conte. Dedicavamo più tempo alle discussioni che alla confezione del giornale. Quella sede divenne, come dire, un “ cenacolo”, un luogo dove si respirava un’aria “ laica” e ci si confrontava con socialisti,comunisti,liberali e democristiani. Franco Conte aveva questa capacità di apertura culturale e di tolleranza ma anche di intuizione delle capacità degli interlocutori. Una capacità al dialogo ed all’ ascolto di opinioni e saperi diversi. Questo era il suo fascino. Questa è la mancanza che avverto da circa 30 anni ormai.
 Veniva anche Augusto Bagliani  che aveva in Via Roma il negozio “ il gatto di mare” a portare la sua rubrica e passava anche  la prof. Angiola Maggi con il marito di allora il prof. Edoardo Malagoli.
Ho sempre detto che quei 4 anni scarsi per me furono i più belli della mia vita professionale per le cose fondamentali che imparai e per le persone che ebbi modo di conoscere ed apprezzare come l’ avv. Pietro Di Meglio, titolare della testata, il commercialista Enzo Mazzella che ne era il finanziatore insieme all’ ing. Salvatore Leonessa ed all’ albergatore Alberto Bazzoli.
Ho sempre detto e scritto che quell’ esperimento de “ Il Giornale d’ Ischia” avrebbe meritato miglior fortuna e necessario miglioramento. Ma queste analisi li lascio alla Storia della stampa locale nell’ isola d’ Ischia. E’ certo che la mia “ impronta”  l’ho avuta lì e mi  ha accompagnato per tutta la vita e non la lascio ancora.
Quel “ disegno politico” si rivelò vincente perché Enzo Mazzella divenne sindaco d’ Ischia nel 1978  e Peppino Brandi divenne il capogruppo della DC nelle elezioni del 1975 che assegnarono alla DC la maggioranza assoluta.
Dopo la chiusura del giornale la politica fu prevalente sul giornalismo ma molto di quanto avevano proposto con il giornale con le nostre grandi battaglie divenne realtà come l’ esproprio delle pinete e l’ avvio, almeno nel Comune di Ischia, della politica di pianificazione territoriale e di programmazione economica che ebbe in Enzo Mazzella non solo il protagonista ma il convinto sostenitore con quei suoi slogan che mi ripeteva spesso: “ noi siamo quelli del ‘ 72, noi dobbiamo fare la “ politica delle opere pubbliche”, noi dobbiamo effettuare una “ redistribuzione  del reddito”.
La capacità di Enzo fu non solo di credere in quello che  faceva ma di coinvolgere nella convinzione anche tutto il suo gruppo che divenne una buona classe dirigente che ha lasciato al Comune di Ischia un patrimonio di opere pubbliche sul quale ancora oggi le nuove classi dirigenti vivono di quella Rendita che però dal punto di vista del costume si sta completamente esaurendo.
Non conosco le vicende interne della DC nel Comune di Ischia degli anni ‘ 80 e non  ho rivelazioni da fare su “ notti dai lunghi coltelli” che pure sono esistite. So che Peppino Brandi è stato sempre lo stesso. Non ha mai cambiato stile o atteggiamento di vita. Non è mai stato prepotente e naturalmente non è esente da errori e responsabilità che pure sono stati commessi nel ventennio della Seconda Repubblica anche nel periodo in cui è stato sindaco d’ Ischia. Ma i giudizi storici si danno da lontano non da vicino. Era un democristiano o meglio un “ cattolico democratico” e nella seconda repubblica aderì a Forza Italia. Politicamente eravamo su fronti opposti. Ma il caso della vita fa nascere le  Amicizie più vere e forti proprio fra gli opposti. Così la mia grande e sincera amicizia con Domenico Di Meglio che era fascista e rimproverò sempre noi de “ Il giornale d’ Ischia” di averlo escluso strumentalmente dall’ “ arco costituzionale”.
La terza conoscenza è la più drammatica e risale agli anni ‘ 80 quando ritornò dal Canada il nostro comune amico Franco Conte ma con la sua eterna indecisione di restare o    andarsene. Franco realizzò lo stupendo volume “ Pianeta Ischia” con il suo amico fotografo Franco Citarella. Nel suo nuovo progetto si trovò vicino i due vecchi amici Enzo Mazzella e Peppino Brandi oltre a me e dopo la sua improvvisa morte tragicamente avvenuta il 15 agosto 1988, il giorno di ferragosto, Peppino cercò in tutti i modi di sostenere concretamente  il dramma della moglie e dei figli. Gli sono eternamente grato per quella indimenticabile solidarietà.
Non ho voluto scrivere un medaglione per lui. Mi è piaciuto parlare con un vecchio amico perché quello che conta nella vita è essere se stessi  in ogni età ed in ogni luogo.

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