Ischia News ed Eventi - Politica

Ci sono voluti vent’anni – poco più o poco meno – affinché gli eredi politici dei democristiani e dei comunisti aderissero al Partito Socialista Europeo (PSE). La decisione del Partito Democratico di aderire formalmente al PSE è stata adottata dalla direzione del partito tenutasi l’altro giorno a Roma, alla vigilia del congresso continentale dei socialisti europei che si tiene nella

Ha voglia Fabrizio Barca, il migliore dirigente che abbia il Partito Democratico soprattutto per quello che gli inglesi chiamano il “background” cioè la sua formazione culturale ed il suo impegno professionale che negli ultimi vent’anni ne ha fatto il più serio sostenitore delle politiche di coesione economica e sociale del Mezzogiorno, di andare in giro per l’Italia per “radicare sul territorio” il nuovo Partito Democratico anche con le sue coraggiose iniziative per sprigionare lo sviluppo locale come quella dei “Luoghi Ideali”. Sul territorio, sui territori, il Partito Democratico non esiste non ha né strutture – come un tempo erano le sezioni della DC, del PCI, del PSI, del PRI i partiti progenitori - e soprattutto non ha dirigenti validi, preparati, colti che i partiti progenitori mandavano gradualmente nelle Istituzioni prima nel piccolo consiglio comunale del paese, poi a quello della Provincia e poi alla Regione ed al Parlamento quando la maturità era completa o il talento precoce evidente. Il PD è lontanissimo dai problemi dei territori. Più è complesso il territorio più i “democratici” ne sono lontani.

La riflessione mi è venuta alla penna leggendo la cronaca ed i commenti del disegno di legge approvato al Senato per iniziativa del senatore Ciro Falanga di Forza Italia sostenuto dal senatore Domenico De Siano, ischitano e coordinatore della Campania del partito di Berlusconi, con il quale “si allontanano le ruspe per gli abusi edilizi di necessità” come per dichiarazione del sen. Falanga mentre il sen. De Siano afferma di stare “mantenendo gli impegni con l’elettorato. Abbiamo accolto il disagio delle famiglie. Non è un condono mascherato”.

I problemi strutturali ed infrastrutturali dell'isola d'Ischia diventano sempre più unitari e si evidenziano e si aggravano con una crisi economica e finanziaria senza precedenti che colpisce gli imprenditori del turismo e del commercio e le famiglie ,soprattutto, di una popolazione di circa 65mila abitanti pari a quella di una città di medie dimensioni. Il trasporto pubblico – su gomma e sul mare – la cui competenza è delegata compiutamente alla Regione Campania è ormai oltre l'emergenza in condizioni da terzo o quarto mondo e lo denunciano i turisti e gli isolani. Gli strumenti istituzionali consortili , come la distribuzione idrica e la depurazione delle acque affidate al Consorzio CISI e la sua società per azioni EVI in eterna "liquidazione" per una pesante situazione finanziaria, si sono rivelati inadeguati così come la miriade di società di capitale di proprietà dei sei Comuni dette con un ridicolo eufemismo "partecipate" sono al collasso finanziario e decine o centinaia di lavoratori rischiano di rimanere senza lavoro. I sei Comuni si trovano TUTTI in una critica o drammatica crisi finanziaria. Paradossalmente sono i piccoli Comuni di Lacco Ameno, Barano, Serrara-Fontana e soprattutto Casamicciola a trovarsi in condizioni finanziarie peggiori perché hanno meno entrate tributarie dei Comuni di Ischia e Forio che restano quelle che Waldimiro Frenkel, un profugo russo che scrisse una documentata guida dell'isola d'Ischia nel 1934, definiva le "due capitali".

Carissimi Sindaci ed Assessori ai trasporti, il V/ silenzio sulla vicenda Caremar e più in generale sulle questioni riguardanti la mobilità marittima ci colpisce profondamente poiché esso sa di disvalore; di rinuncia ad un dovere istituzionale con pericolose ricadute sulla collettività per le scelte che la Regione fa e che nulla hanno a che fare con gli interessi economici, sociali e culturali delle comunità isolane. La V/ rinuncia ad esserci, in uno con la mancanza di una idea progettuale unitaria e credibile, rende sempre più debole il V/ ruolo istituzionale e chiaramente lo rende succube ad una Regione che con le sue politiche condiziona agli interessi dei privato il nostro diritto alla mobilità.

La legge sull'elezione diretta del sindaco è la n. 81 del 25 marzo 1993. Ha oltre vent'anni. Tentiamo un bilancio. Nacque sulla scia del movimento referendario di Mario Segni che raccolse l'ondata emotiva contro i partiti politici della "Prima Repubblica" distrutti dagli scandali di "tangentopoli". Lo slogan era: basta con la "partitocrazia". Da qui il referendum per la preferenza unica, la riforma elettorale e dopo 50 anni di proporzionale pura abbiamo avuto tre leggi elettorali una peggiore dell'altra con nomi ridicoli come "Mattarellum" o "Porcellium" che hanno ottenuto il risultato di allontanare ancor di più i cittadini dalla Politica o dalla Partecipazione Civile.

Dopo il positivo riscontro di domenica scorsa, attraverso la raccolta di circa 600 firme, Domenica 22 settembre 2013 dalle ore 10 alle ore 13 in Piazza Marina a Casamicciola Terme sarà allestito per l’ultima volta un tavolo per la raccolta delle firme per i dodici referendum promossi dai radicali e da altre associazioni.

Saranno raccolte esclusivamente firme dei cittadini residenti nei comuni dell’isola d’Ischia, in quanto l’imminenza della scadenza fissata per il prossimo 30 settembre, non consente tecnicamente di provvedere alla validazione delle firme raccolte anche presso i cittadini non residenti nell’isola. Si invitano i cittadini interessati a presentarsi muniti di documento d’identità in corso di validità.

“Il Governo si attivi per consentire il funzionamento del Tribunale di Ischia e delle altre sedi distaccate napoletane”. A dichiararlo è la deputata del Pd Assunta Tartaglione, membro della Commissione Giustizia, dopo la decisione del presidente del Tribunale di Napoli Alemi di sospendere le attività nelle sedi distaccate di Ischia, Marano e Casoria. “E’ inaudito - continua - che, nelle more dell’imminente attuazione della riforma degli uffici giudiziari, non siano state assicurate le risorse di personale per il corretto svolgimento del lavoro in tutti i presìdi della provincia, tanto da costringere il presidente Alemi a prendere provvedimenti radicali come la chiusura. Nelle scorse settimane ci siamo battuti al fianco di sindaci, cittadini e addetti ai lavori per scongiurare l’abolizione della sede ischitana. La proroga di un anno concessa dal Governo non ci ha soddisfatti, ma almeno dovrebbe permettere di estinguere tutti i procedimenti oggi in corso sull’Isola. Per fare ciò, però, è necessario che il Ministero si adoperi per garantire a Ischia e alle altre sedi distaccate un numero accettabile di impiegati. Nelle prossime ore spingeremo affinchè le attività possano riprendere nel più breve tempo possibile”.


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