Ischia News ed Eventi - Politica

La legge sull'elezione diretta del sindaco è la n. 81 del 25 marzo 1993. Ha oltre vent'anni. Tentiamo un bilancio. Nacque sulla scia del movimento referendario di Mario Segni che raccolse l'ondata emotiva contro i partiti politici della "Prima Repubblica" distrutti dagli scandali di "tangentopoli". Lo slogan era: basta con la "partitocrazia". Da qui il referendum per la preferenza unica, la riforma elettorale e dopo 50 anni di proporzionale pura abbiamo avuto tre leggi elettorali una peggiore dell'altra con nomi ridicoli come "Mattarellum" o "Porcellium" che hanno ottenuto il risultato di allontanare ancor di più i cittadini dalla Politica o dalla Partecipazione Civile.

Dopo il positivo riscontro di domenica scorsa, attraverso la raccolta di circa 600 firme, Domenica 22 settembre 2013 dalle ore 10 alle ore 13 in Piazza Marina a Casamicciola Terme sarà allestito per l’ultima volta un tavolo per la raccolta delle firme per i dodici referendum promossi dai radicali e da altre associazioni.

Saranno raccolte esclusivamente firme dei cittadini residenti nei comuni dell’isola d’Ischia, in quanto l’imminenza della scadenza fissata per il prossimo 30 settembre, non consente tecnicamente di provvedere alla validazione delle firme raccolte anche presso i cittadini non residenti nell’isola. Si invitano i cittadini interessati a presentarsi muniti di documento d’identità in corso di validità.

“Il Governo si attivi per consentire il funzionamento del Tribunale di Ischia e delle altre sedi distaccate napoletane”. A dichiararlo è la deputata del Pd Assunta Tartaglione, membro della Commissione Giustizia, dopo la decisione del presidente del Tribunale di Napoli Alemi di sospendere le attività nelle sedi distaccate di Ischia, Marano e Casoria. “E’ inaudito - continua - che, nelle more dell’imminente attuazione della riforma degli uffici giudiziari, non siano state assicurate le risorse di personale per il corretto svolgimento del lavoro in tutti i presìdi della provincia, tanto da costringere il presidente Alemi a prendere provvedimenti radicali come la chiusura. Nelle scorse settimane ci siamo battuti al fianco di sindaci, cittadini e addetti ai lavori per scongiurare l’abolizione della sede ischitana. La proroga di un anno concessa dal Governo non ci ha soddisfatti, ma almeno dovrebbe permettere di estinguere tutti i procedimenti oggi in corso sull’Isola. Per fare ciò, però, è necessario che il Ministero si adoperi per garantire a Ischia e alle altre sedi distaccate un numero accettabile di impiegati. Nelle prossime ore spingeremo affinchè le attività possano riprendere nel più breve tempo possibile”.


L'ultima boutade estiva della stampa "provinciale" napoletana – tanto per rimarcare quello che abbiamo già chiamato "scandalismo di maniera" – è che è stata pignorata a Forio d'Ischia la villa La Colombaia, appartenuta al grande cineasta Luchino Visconti.

La vera notizia è che sono stati pignorati dall'ufficiale giudiziario, su ordine del giudice del lavoro, alcuni beni mobili su istanza di un creditore, il dottor Ugo Vuoso, che vanta il mancato pagamento di prestazioni lavorative come ex –direttore generale, pare 15 mila euro, della Fondazione La Colombaia, un ente di diritto privato ma con fondi pubblici della Regione Campania, della Provincia di Napoli e del Comune di Forio che dalla fine degli anni '90 gestisce l'immobile, acquisito al patrimonio pubblico del Comune di Forio per farne un centro culturale, con fondi pubblici pervenuti al Municipio dall'ultimo piano di distribuzione del 1988 della legge 64 sul Mezzogiorno gestito dall'allora Giunta Regionale con solari criteri lottizzatori. Esempio di priorità: la Regione decide di acquistare La Colombaia e non il complesso monumentale del Pio Monte della Misericordia di Casamicciola.

“Dolore e tristezza sono i sentimenti che non si possono non provare in simili tragici eventi”.

Questo il commento del consigliere regionale Donato Pica alla notizia del suicidio del giovane di Barano D’Ischia, dopo aver perso tutti i soldi al gioco.

“Occorre mettere in campo azioni concrete ed incisive – continua Pica, presidente della Commissione consiliare speciale per la prevenzione del fenomeno del mobbing sui luoghi di lavoro e di ogni forma di discriminazione sociale, etnica e culturale – a partire dall’approvazione della proposta di legge sul gioco d’azzardo patologico, dando priorità soprattutto alle attività di prevenzione e d’informazione con la collaborazione delle ASL, dei Piani di zona e delle Associazioni di volontariato".

Ringrazio molto l'eurodeputato Andrea Cozzolino e l'on. Valeria Valente, deputata al Parlamento, ambedue del PD, di aver commentato il mio articolo apparso su www.ischianews.com il 31 maggio 2013 dal titolo "provocatorio" il "Condono edilizio e la lontananza del PD dalla gente. L'on. Valeria Valente ha trovato le mie considerazioni "ragionevoli ed in parte sicuramente fondate" ed ha espresso l'"impegno come parlamentare di muoversi in Parlamento secondo l'impostazione suggerita". L'eurodeputato Andrea Cozzolino – nel 2003 assessore regionale e n. 2 della giunta presieduta da Antonio Bassolino di cui è erede politico - ha espresso un'opinione più articolata sostenendo la sua avversità ai condoni edilizi perché "messaggi di impunità da parte dello Stato" dichiarandosi tuttavia disponibile ad un esame "caso per caso dell'abusivismo di necessità" proponendo una "legge quadro nazionale su tre punti: non un metro quadro di suolo agricolo deve essere più consumato da cemento e nuove costruzioni; istituire un fondo unico per la messa in sicurezza del territorio e la rigenerazione urbana basato sul principio dell'abbattere e ricostruire le vecchie abitazioni fatiscenti, infine, mai più condoni edilizi di nessun tipo". Cozzolino esprime la "sicurezza" che in questo "quadro anche il PD sarà disponibile" mentre si pone l'interrogativo se anche il PDL su questa impostazione sarà disponibile.

Mi permetto di dissentire dall'opinione del prof. Massimo Villone sull'impegno meridionalista del Governo Letta apparsa su "La Repubblica" di mercoledì 1 maggio 2013 ("Solo due parole per il Mezzogiorno"). Come Osservatorio sui fenomeni Socio-Economici dell'Isola d'Ischia (OSIS), un piccolo centro studi realizzato insieme all'amico Franco Borgogna, abbiamo invece espresso la nostra profonda soddisfazione per la costituzione del Governo presieduto dall'on. Enrico Letta per l'impostazione data alla politica economica e finanziaria tesa a promuovere la crescita dell'Economia e lo sprigionamento del "giacimento inutilizzato di potenzialità" che è il Mezzogiorno d'Italia.

In particolare abbiamo apprezzato l'alto livello di competenza dei Ministri e lo sforzo di sintesi tra i due maggiori partiti, alternativi tra loro ma ambedue necessari in questo momento di drammatica crisi economica e sociale dell'Italia aggravata dall'inadeguatezza istituzionale dello Stato Repubblicano. Questa inadeguatezza impone una urgente modifica del bicameralismo perfetto per una "Nuova Repubblica", una nuova legge elettorale che restituisca al cittadino il diritto di scelta del candidato, l'abolizione delle Province, la nascita della "Città Metropolitana di Napoli", l'accorpamento dei Comuni per Comprensori. Da queste attuazioni dipenderà la rinascita della Politica con partiti profondamente rinnovati – sia a destra come a sinistra ed al centro - poiché sia il PD sia il PDL e tutti gli altri con questo Governo non saranno più gli stessi. La ripresa dell'Economia è inscindibile dalla ripresa della Politica. Questi impegni sono stati annunciati dal Presidente Letta.

Questo Governo ha voluto rimarcare una chiara impostazione meridionalistica riconfermando l'istituzione del Ministero per la Coesione Territoriale capace di cogliere ed incanalare il flusso di investimenti strutturali ed infrastrutturali dell'Unione Europea che è scelta irreversibile dell'Italia ; una scelta che deve essere completamente realizzata con l'Unità Politica. E'un segno molto importante se consideriamo che il Governo Berlusconi aveva un Ministero per il Federalismo con l'intento di dividere il Nord dal Sud d'Italia, prima "di fatto" e poi "de iure", minando chiaramente alla "indivisibilità della Repubblica".

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