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Ischia messaggio del Vescovo Pietro per Pasqua del signore 2015

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Se Cristo è risorto possiamo amare!
Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa di Ischia, “Chi ci farà rotolare via la pietra dall'ingresso del sepolcro?”(Mc 16,3): così si dicevano tra loro le donne mentre, al levar del sole, andavano al sepolcro. Avevano un’unica speranza ed un solo desiderio: trovare qualcuno che le avesse aiutate a rotolare via il grande masso per entrare nel sepolcro e così ungere il corpo di Gesù. Colui che aveva rapito il loro cuore era morto ed ora era dentro quella tomba. Era stato crocifisso e volevano compiere per lui un ultimo gesto di amore! Un gesto di tenerezza verso quell’uomo che aveva ridato loro la gioia di vivere e nel quale avevano creduto. Per questo andarono all’alba, forse dopo una notte insonne passata a domandarsi: era tutto finito? Davvero non lo avrebbero visto più? Sì, la morte era venuta anche per Gesù! E aveva vinto! Toccava rassegnarsi! La pietra era grande, come la tristezza che le opprimeva e sentivano che qualcosa era morto anche in loro. Certamente era morta la speranza! Inchiodata con Gesù su quella croce! Dopo quella visita al sepolcro, sarebbero inevitabilmente, sole, ritornate a casa!

“Mettiamoci una pietra sopra e non pensiamoci più!”: così, forse, anche i suoi si saranno detti. Così Simon Pietro: “Io vado a pescare!” (Gv 21,2). Era stato un sogno, bello, ma solo un sogno e ora occorreva svegliarsi; l’incantesimo era finito! Bisognava reagire! Toccava voltare pagina! Allo stesso modo gli altri: “Veniamo anche noi con te” (Gv 21,3). La mancanza di speranza è contagiosa! Urge ricominciare! Pericoloso credere ai sogni! Ancora di più attardarsi con essi! Di sogni si può anche morire! In fondo il loro Maestro era morto per questo! Come muoiono tutti i sognatori e i profeti! Meglio avere speranze piccole, desideri di piccolo cabotaggio: è meno rischioso e più probabile che non si rimanga delusi!
Anche Clèopa e il suo compagno avevano deciso di fare ritorno a casa. Sulla strada verso Emmaus, i loro volti la tristezza la dicevano tutta. Erano delusi. Delusi ma anche arrabbiati! Sì, arrabbiati e non solo per come le cose erano andate a finire ma, forse, un po’ anche con Gesù!”Noi speravamo che fosse lui” (Lc 24,21): dicevano al Viandante misterioso che camminava con loro. Avevano creduto in lui ma le loro speranze erano andate deluse!Si erano fidati del loro rabbì, sedotti da gesti e da parole capaci di accendere in loro una luce nuova, ma erano stati ingannati! Bella l’avventura con il Nazareno, ma la vita era un’altra cosa! I fatti lo dimostravano: la suamorte parlava chiaro! Dietro a Lui avevano solo perso tempo? Chissà! Ora toccava, comunque, ritornare alla vita di prima!
Ma ecco la notizia, sorprendente, inattesa, da non credere, da far accapponare la pelle; annunciata, ma mai presa sul serio: Gesù è risorto! È vivo! È il Signore! Possibile? Chi l’avrebbe detto? Sì, l’aveva detto! Sì, Gesù è risorto! Il sepolcro è vuoto! Gesù si mostra a Maria di Magdala, poi alle altre donne; Simone e gli altri discepoli vedono il Signore! Lo incontrano e mangiano con Lui! Lo riconoscono nel gesto dello spezzare il pane!
La fede rinasce; la speranza si riaccende più viva e più forte che mai!
Ha vinto l’amore! La morte è stata vinta dall’Amore!
È morto perché ha amato! Ma proprio perché ha amato ha vinto la morte ed è risorto!
Carissimi fratelli e sorelle, “Se Gesù è risorto, allora - e solo allora - è avvenuto qualcosa di veramente nuovo, che cambia la condizione dell’uomo e del mondo. Allora Lui, Gesù, è qualcuno di cui ci possiamo fidare in modo assoluto, e non soltanto confidare nel suo messaggio, ma proprio in Lui, perché il Risorto non appartiene al passato, ma è presente oggi, vivo” (Benedetto XVI, Messaggio Urbi et Orbi - Pasqua 2012).
Se ci fideremo di Lui, se prenderemo sul serio la Sua Parola, se saremo disposti a mettere la nostra vita nelle sue mani, faremo anche noi esperienza della Sua resurrezione! Anche noi scopriremo che Egli è vivo ed è presente nella sua Chiesa eche noi lo possiamo incontrare! Il Suo Spirito potrà agire in noi e fare anche di noi dei testimoni del Suo Amore. La sua Parola è verità! (cfr Gv 17,17).
Se Gesù è risorto, allora chi ama, anche se muore, risorge! La morte è per la vita! A partire da Lui amare è sì morire, ma è anche vivere.
E allora, grazie a Gesù e al dono del Suo Spirito, anche io posso amare! Anche tu puoi amare! Più lo faremo e più crescerà la fede nel Risorto! Più ameremo è più crescerà la fede nella Sua resurrezione e avremo certezza che l’amore è la legge della vita.
Credere che Gesù è risorto significa avere questa certezza! “È sapere con certezza - ci dice Papa Francesco - che chi si offre e si dona a Dio per amore, sicuramente sarà fecondo (cfr Gv 15,5). Tale fecondità molte volte è invisibile, inafferrabile, non può essere contabilizzata. Uno è ben consapevole che la sua vita darà frutto, ma senza pretendere di sapere come, né dove, né quando. Ha la sicurezza che non va perduta nessuna delle sue opere svolte con amore, non va perduta nessuna delle sue sincere preoccupazioni per gli altri, non va perduto nessun atto d’amore per Dio, non va perduta nessuna generosa fatica, non va perduta nessuna dolorosa pazienza. Tutto ciò circola attraverso il mondo come una forza di vita” (EG 279).
Andiamo allora avanti! Scegliamo di nuovo Cristo morto e risorto come Signore della nostra vita! Mettiamoci ad amare! Non c’è più motivo per aver paura di amare! Lo possiamo fare! Lo dobbiamo fare! Ne va della nostra vita e della nostra gioia! È questa la vita eterna!
Cristo è risorto! Sì, è veramente risorto!
Maria, Madre del Risorto, interceda per noi!

Santa Pasqua del Signore 2015!

+ Pietro, vescovo

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