Ischia News ed Eventi - Società

L’obiettivo è cooperare per dare spazio alle esigenze lavorative delle gioventù isolana

Il 17 maggio scorso, presso il centro per l’Impiego di Ischia si è tenuta  una tavola rotonda informale sulle tematiche giovanili. I relatori principali dell’iniziativa sono stati: la referente dell’Informagiovani di Ischia, la dott.ssa Lucia Esposito ed il Dott. Ferrillo,direttore del Centro per l’Impiego.

Il cancello di casa che si chiude, mentre una donna, parente di Gaetano Tuccillo, il militare ventinovenne morto in Afghanistan tre giorni fa, dice con la voce quasi rotta dal pianto :«Non mi dite niente, ma è un momento un po' così». Una foto del ragazzo appesa, i manifesti funebri, qualcuno che si ferma per leggere l'orario dei funerali, che si sono svolti stamattina a Roma nella Basilica Santa Maria degli Angeli e si terranno oggi, in forma privata, alle ore 17.30, nel Duomo di Nola e, successivamente, a Lago, nella chiesa da lui frequentata. Il mio microfono spento, in segno di rispetto verso un dolore che esige silenzio, laddove il sottile limbo che divide rispetto della privacy e dovere di cronaca è affidato solo al buon senso.

Archiviate le figure simbolo dell'autorità (oggi abbiamo un padre ludico, insegnanti delusi, sacerdoti battuti dal soggettivismo etico), i capisaldi della «libertà di essere se stessi» riescono sempre meno a mobilitare gli italiani: meno consumi, meno impresa individuale, meno fiducia in un benessere crescente

Roma, 28 giugno 2011 – L'eccesso di individualismo e della «libertà di essere se stessi» ad ogni costo ha infranto le figure simbolo dell'autorità: il padre, l'insegnante e il sacerdote. Ma il disagio antropologico di questa fase è dovuto allo stesso tempo al fatto che non funzionano più come in passato i miti trainanti del soggettivismo, che riescono sempre meno a mobilitare gli italiani: la spinta acquisitiva attraverso i consumi, il fare impresa individuale, la fiducia in un benessere sempre crescente.

Dai matrimoni gay, alla manovra di Tremonti, dalla Coppa America 2011, allo spetteguless del momento. Spunti di riflessione, temi di grande attualità, petizioni di interesse pubblico.

Le notizie si rincorrono a tempo di click, notizie da condividere su Facebook o Twitter. Checché se ne dica infatti, “viviamo on - line da un numero ormai ragguardevole di anni”, come scrive Sergio Maistrello nel suo blog.

Pensare che il web sia la sfida del nuovo millennio ormai è anacronistico. On - line proliferano nuove testate giornalistiche, web tv, blog seguiti da professionisti, persino le aziende investono nell’advertising. Allora si può commentare, segnalare, integrare, diffondere, consultare.

Era inizio gennaio, quando feci ingresso nella vita dei coniugi Orsino. Una storia magari simile a tante altre, qui nel Sud Italia, in particolare in Campania, ma qualcosa mi spingeva, in quanto giornalista, ad andare oltre. Al di là delle carte, dei documenti, dei numeri – quanti euro sotto i miei occhi, euro che avevano significato la stessa "morte psicologica" di una famiglia intera! – dei volti e della voce che ascoltavo, lì, attonita. La signora Pina, pochi giorni prima vittima di un'aggressione, avvenuta di sera, con la voce pacata, ma non per questo spenta; il signor Luigi, noto imprenditore della zona vesuviana, apparentemente logorroico.

Quel giorno ho posato metaforicamente la penna, mi sono dimenticata del mio ruolo di cronista, ed ho ascoltato. Ancora oggi, a distanza di sei mesi, sono ritornata nello stesso ruolo, nella stessa veste, non più semplicemente come addetta ai lavori, bensì come donna e cittadina prima e amica della famiglia e giornalista, semmai, dopo. Non si può continuare il percorso della propria esistenza così, come se nulla fosse accaduto. La storia dei coniugi Orsino è nota a tutti: la loro unica colpa? Aver ceduto alle minacce di estorsori ed usurai, sprofondando nel baratro della solitudine, spirituale e materiale, prima della scelta decisiva: denunciare i fatti alle autorità competenti.

Il bullismo, un fenomeno sempre più diffuso, in Italia come altrove. È questo il tema del film documentario che il produttore Harvey Weinstein ed il regista Lee Hirsch – quest'ultimo già vincitore del Sundance Film Festival 2002 col documentario ''Amandla! A Revolution in Four Part Harmony'' – porteranno all'Ischia Global Festival.

Il film, dal titolo "The Bully Project", sarà presentato il 17 luglio a conclusione del Social Film Forum dedicato ai diritti dei giovani. L'Unicef, la Direzione Generale Cinema Mibac ed il Ministero delle Pari Opportunità si uniscono per promulgare insieme una nuova cultura del cinema, più impegnativo e rivolto al sociale.

The Bully Project ha come protagonisti cinque ragazzi, vittime del bullismo in America, e il dramma vissuto dalle rispettive famiglie, che non riescono a gestire tale situazione in una società così cinica e fredda come quella americana.

Manca una visione del futuro. In Europa i nostri giovani sono quelli che meno hanno intenzione di avviare una propria attività autonoma (il 27,1% contro una media europea del 42,8%)

Roma, 21 giugno 2011 – Gli italiani sembrano sempre più imprigionati nel presente. Con uno scarso senso della storia e senza visione del futuro. Al desiderio si è sostituita la voglia, alle passioni le emozioni, al progetto l'annuncio. In un mondo dominato dalle emozioni, conta solo quello che si prova nel presente, non la tensione che porta a guardare lontano.

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