Ischia News ed Eventi - La nuova performance di Albertazzi

La nuova performance di Albertazzi

Giorgio Albertazzi ad Ischia

Arte
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«Io e Ischia, che è una pietra

di memorie in mezzo al mare…»

Sabato 14 settembre, alle ore 21, nel parco del Palazzo Comunale-Bellavista di Casamicciola il mattatore dedica uno spettacolo all’isola verde, seconda tappa della sua partecipazione a Il Contastorie: «È necessario ritrovare l’anima di Visconti. La cultura si mangia, a differenza di quanto sostiene qualcuno. La cultura costa molto, la non-cultura ancora di più, l’ignoranza costa una cifra enorme».

ISCHIA - «Ischia è una pietra di memorie in mezzo al mare e la gente viene qui da ogni parte del mondo per ammirarla».Sono le parole che descrivono l’indissolubile legame artistico e umano tra il grande Giorgio Albertazzi e l’isola d’Ischia. Un rapporto reso ancora più intenso dall’amicizia dentro e fuori le scene con un altro dei mostri sacri del cinema italiano, Luchino Visconti. Nell’incontro d’apertura del festival Il Contastorie organizzato dall’associazione Terra presieduta da Franco Iacono e tenutosi proprio alla Colombaia di Visconti giovedì sera, il maestro ha dichiarato che sarebbe necessario «ritrovare l’anima di Visconti» per uscire dal pigro torpore nel quale attualmente versa la cultura italiana a causa del lassismo e della scarsa lungimiranza degli amministratori: «La cultura si mangia, a differenza di quanto sostiene qualcuno. La cultura costa molto, la non-cultura ancora di più, l’ignoranza costa una cifra enorme». Intanto Albertazzi, con lo spettacolo «Io e Ischia» dedica una nuova serata all’isola verde, in programma alle ore 21 di sabato 14 settembre presso il parco del Palazzo Comunale Bellavista di Casamicciola. Nella prospettiva di Albertazzi in ogni caso la villa viscontiana resta comunque «un luogo di cultura», la cui suggestione, che si colloca fuori dallo spazio e dal tempo, attraversa i secoli consentendoci di comprendere in tutta la sua interezza l’Io più remoto della vita e del pensiero del grande regista milanese. Dalle parole di Albertazzi traspare di fatto l’entusiasmo di chi, avendo vissuto la propria esistenza «tra palco e realtà», conserva la speranza di rivivere i fasti degli anni d’oro dell’arte italiana del Novecento, caratterizzati dai fermenti ma anche dalle mille contraddizioni di una generazione che ha contribuito, in maniera decisiva, alla crescita e alla diffusione della cultura italiana nel mondo. L’Italia della Cultura riparte necessariamente da Ischia (crocevia di culture e personaggi che con le proprie influenze ne hanno forgiato il carattere così frastagliato e multiforme) che è così simile – per Albertazzi – a una «portaerei che diffonde cultura e ricordi del passato». Per l’appuntamento in programma a Casamicciola, racconterà dunque il suo rapporto intimo con l’isola, da lui più volte paragonata anche ad «una bellissima ninfa che finge di fuggire per attirarti».