Si è lasciata ammirare come poche volte sa fare. Ha tirato fuori il suo orgoglio e la sua dignità e indossando il suo abito più bello ha abbagliato noi tutti con la sua luce , la nosta amata Ischia! I riflettori si sono accesi e lei ha saputo rispondere con il suo fascino indiscutibile, la sua spontaneità e il suo carattere forte, fatto di sale e di lava.
La seconda tappa del giro d’Italia ad Ischia è stato un evento significativo non solo per la visibilità internazionale del nostro territorio ma anche perché una competizione sana, intensa, tenace come quella sportiva in un momento di grandi incertezze diventa un invito a insistere, a crederci, ad andare avanti per raggiungere, anche se con piccole tappe, grandi risultati. Il giro d’Italia era approdato ad Ischia già nel 1959, ben 54 anni fa’. Nato nel 1909 dall’intuizione del giornalista Tullo Morgagni è una delle tre corse a tappe più importanti del mondo. E l’Unione ciclistica internazionale l’ha inserito nel suo circuito professionistico insieme alle altre due grandi corse internazionali, il Tour de France e la Vuelta a Espana. Storicamente è da ritenersi la seconda corsa a tappe più prestigiosa dopo quella francese.
Al di là della competizione sportiva il Giro d’Italia ha offerto all’isola una grande esperienza , solo in parte goduta dagli ischitani e dai suoi ospiti: chilometri di strade, panorami, percorsi liberi di essere fruiti. Non un’isola pedonale ma un’isola a misura d’uomo: questa è la visione che un evento impegnativo come il Giro d’Italia ha suscitato in noi tutti. Certamente la visione di “Ischia l’isola del pedone” è una provocazione ma se la adattiamo appena un po' alle esigenze economiche, sociali e di sicurezza è possibile trovare un apprezzabile compromesso, ripensando tutto il suo straordinario territorio a misura d’uomo.





Per gli antichi questo era il mare delle Sirene! Che, con il loro canto cadenzato dal ritmo delle onde, lanciavano il loro irresistibile richiamo ai naviganti, inducendoli a dimenticare la loro meta e a perdersi nella magica bellezza di questi luoghi! E oggi come allora l’incantesimo si ripete!
E’ finita un’altra estate! E da poco è incominciato l’autunno! E mi tornano alla mente i ricordi di quando, con la mia famiglia, prima da bambino e poi da ragazzo, trascorrevo ad Ischia almeno trenta giorni nella stagione più bella dell’Isola, quella a cavallo tra i mesi di settembre ed ottobre. Rimanere ad Ischia fino ad ottobre inoltrato era per la mia famiglia la più cara delle consuetudini! Riuscivamo a godere di tutti i benefici influssi del clima ischitano, rimanendo letteralmente abbagliati dai colori e dalle atmosfere che in questo “tempo di mezzo” Ischia riusciva a distribuire a piene mani a tutti coloro che l’amavano nel profondo. Ma Ischia è sempre qui, a portata di mano, per tornare a godere, specialmente in questo periodo, delle sue eccellenze culturali e paesaggistiche, del suo mare sempre più limpido su spiagge meno affollate, delle straordinarie virtù terapeutiche delle sue acque termali, sotto un cielo terso ed un sole più luminoso, godendo della sua rigogliosa vegetazione e delle sue accoglienti contrade in grado nuovamente di ammaliare i numerosi ospiti italiani e stranieri che giungono numerosi sull’Isola alla ricerca di quella qualità della vita che, da sola, può rigenerare anche l’individuo più provato.
Se è vero come è vero che il mese di settembre, dopo il caldo e l’affollamento agostano, restituisce gradualmente ad Ischia il fascino dell’Isola, è altrettanto vero che i profumi della vendemmia e dei mosti traboccanti nei palmenti spinge i visitatori alla scoperta di quell’isola di terra, che ancor’oggi è in grado di emozionare, disvelando un’Ischia inaspettata! Settembre è il mese in cui torna protagonista il mare d’Ischia, oggi area marina protetta dal suggestivo nome de “Il Regno di Nettuno”, tornano a elargire salute e benessere a piene mani le sue acque termali, soprannominate da Strabone le “ Miniere d’oro” dell’Isola, ma soprattutto torna protagonista la terra che, di origine vulcanica, è coperta senza soluzioni di continuità da una rigogliosa vegetazione che ha guadagnato ad Ischia l’appellativo di Isola verde. Il Monte Epomeo, la cui vetta raggiunge i 789 metri, che rappresenta al centro dell'Isola, una specie di Pandizucchero ischitano, alle cui pendici i contadini continuano a scambiarsi le altrettanto umili e sapienti notizie della conduzione della terra e del maturare dei vini nei cellai, scavati nel tufo della montagna, è il corollario di un’agricoltura eroica che dai pochi terreni pianeggianti si spinge in alto su per le colline e i declivi con orti disseminati su tutto il territorio e con gli oltre 400 ettari di vigneti, per la produzione del vino d’Ischia, uno dei primi vini in Italia ad avere la denominazione di origine controllata, presenti dappertutto, fino a dove la pianta resiste, confermando inalterate le tradizioni contadine di tanti isolani che ancor oggi in oltre 5000 risultano iscritti alla Coldiretti. Un’agricoltura eroica in grado di fermare la cementificazione selvaggia per difendere l’ambiente isolano, non sacrificando più nemmeno un metro quadro di territorio agricolo alla dissennata devastazione della natura. E’ una svolta importante per l’Isola più popolosa del golfo di Napoli che, nel ribadire il ruolo fondamentale dell’agricoltura di prossimità, rispettosa della biodiversità, vuole difendere il suo straordinario patrimonio naturalistico, esaltando le sue tipicità enogastronomiche come volano di rilancio per il turismo.
Settembre per Ischia è sempre stato il mese della vendemmia. Anche se quest’anno il caldo torrido, non intervallato da benefiche piogge estive, ha costretto i vignaiuoli a raccogliere le uve, mature sulle viti, già sul finire di agosto, per scongiurare che il raccolto seccasse sulle piante. Il tempo della vendemmia è uno di quei caratteristici tempi di mezzo in cui si incominciano a godere gli aspetti più nascosti ed intimi di questo magnifico territorio, un tempo profumato dai mosti colanti nei palmenti, un tempo ideale, sempre dopo un salutare acquazzone, per andare a funghi nei castagneti dell’Epomeo, per organizzare allegre conigliate campestri; un tempo nel quale si può avere a disposizione un mare più limpido e spiagge meno affollate, si può avere a disposizione un cielo più terso ed un sole più luminoso, un paesaggio più dolce e sereno, le cittadine e le contrade più ordinate ed accoglienti e la gente ischitana più ospitale e cortese.
Ischia è senza dubbio una terra rigogliosa, baciata da Dio. Un’isola verde che deve la sua fertilità al sottosuolo vulcanico e che sembra difendersi magnificamente dalle violenze perpetrate dall’uomo. Un’isola rinomata in tutto il mondo per il termalismo che rappresenta un valore aggiunto fondamentale nel panorama dell’offerta turistica italiana. Ischia, infatti, occupa un posto di primissimo piano nella letteratura idrologica internazionale per il numero e la varietà delle sue acque minerali, la cui fama riposa su un successo terapeutico, mai smentito nei secoli, che ha dato vita ad una fiorente industria turistica con oltre 300 strutture alberghiere, in gran parte dotate di proprie terme e di piscine di acqua termale. Miniere d'oro, così il medico Giulio Jasolino aveva ribattezzato le sorgenti termali dell'isola d'Ischia in un celebre volume del 1588. Erano stati per primi i Romani, grandi fruitori di terme, ad accorgersi di quella particolare ricchezza dell'isola, conseguenza della sua origine vulcanica.
A due anni circa dalla dipartita di lady Susana Walton, una grande ischitana per amore, che il primo giorno di primavera del 2010 ha raggiunto in cielo il suo amato William, lasciandoci come eredità, indelebile, il suo amore per la natura e per la nostra Ischia, vogliamo ancora una volta dedicare il nostro magazine ad una donna che ha saputo trasformare in un meraviglioso e paradisiaco giardino la “Mortella”, una villa disposta ad anfiteatro sul mare di Forio, famosa oggi per il verde lussureggiante e la varietà delle sue piante che Susana aveva curato proprio per il marito, il grande musicista inglese, William Walton, trasformando in oltre 50 anni, per amore, un’arida cava in un giardino incantato, con al centro un piccolo laghetto, popolato di piante acquatiche.
Capri scende in piazza, anzi sul molo e in mare, per impedire ancora una volta che il cartello degli armatori finisca di distruggere il turismo! Mentre Ischia tace! Capri protesta e alza la voce contro l’insipienza degli amministratori pubblici che consentono ai soliti noti armatori privati di danneggiare un industria turistica già messa a dura prova dalla crisi economica! Mentre Ischia, con la testa china, subisce sulla sua pelle l’ennesima violenza perpetrata a danno della sua economia!
Dopo il letargo invernale, Ischia si risveglia più bella che mai! Mettendo in mostra i suoi gioielli: dalle eccellenze ambientali e paesaggistiche ai saperi e ai sapori della sua terra , dal suo mare, l'area marina protetta del Regno di Nettuno alle sue miracolose acque termali, ribadendo, grazie a questa variegata offerta, un ruolo di primissimo piano nel panorama turistico nazionale ed internazionale. Certamente bisogna rimboccarsi le maniche per superare l'incertezza economica e l'attuale recessione, puntando sulla qualità di un offerta curata nei minimi particolari, a buon mercato, ma lontana dal miraggio dei low-cost, che di basso hanno solo l'impoverimento di quei servizi destinati a rendere piacevole e attraente la vacanza ai tanti turisti e viaggiatori che scelgono Ischia per la sua straordinaria bellezza.






