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Piantiamola con queste regole

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“Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”. Alzi la mano chi non ha mai sentito pronunciare la massima scritta da Jean Anthelme Brillat-Savarin nel libroLa fisiologia del gusto".

L'idea che dal cibo dipenda anche il nostro benessere psico-fisico non si discute. Eventi, shop e ristoranti a tema la dicono lunga, un vero boom negli ultimi anni. Sono in molti, infatti, a ricercare prodotti di qualità, possibilmente biologici e biodinamici, a guardare con attenzione le etichette o a bonificare zone di verde da coltivare; per tanti altri, e mi riferisco soprattutto a coloro che vivono in città, è ancora un lusso, un lusso anche per il portafoglio. In fondo, come scriveva Rodari, “per fare l'albero ci vuole il seme, per fare il seme ci vuole il frutto, per fare il frutto ci vuole un fiore” non occorre altro, al bando quindi pesticidi e prodotti chimici.

Ma non si tratta solo di una sana e corretta alimentazione, il rispetto per il cibo è anche per l’ambiente. Dunque, “Piantiamola con queste regole”. E’ questo il manifesto per la legalità, in collaborazione con BIMED “Associazione Biennale delle arti e delle scienze del mediterraneo”, che con i progetti Pon 2007/2013 coinvolgerà da aprile ad ottobre prossimo gli studenti dell’Istituto Comprensivo Statale “Vincenzo Mennella” di Lacco Ameno.

L'iniziativa, volta a sollecitare il concetto di cittadinanza attiva per sensibilizzare i giovani alla legalità, spesso perpecita come un fastidioso orpello di regole inutili, condurrà ventuno alunni della scuola media domani, 19 aprile, alle ore 14.00 nella tenuta San Giovan Giuseppe, ad Ischia.

L’avventura di Regina Buono ed Ettore Guarracino, vivaista, è incominciata proprio qui, nella zona di Sant'Alessandro, a pochi passi dalla spiaggia degli Inglesi. Dopo più di quarant’anni, hanno deciso di bonificare un'area di 6.000 metri di terra, coltivandola in modo naturale. “Siamo felici – affermano soddisfatti – di aver conosciuto tante persone che condividono la nostra passione. Rispettiamo la terra e lei ci ripaga con dei bei raccolti. Seguiamo le stagioni , alterniamo le zone coltivate, utilizziamo aglio e altri fiori per attirare gli afidi e proteggere le colture. La natura fornisce da sola le sue difese”.

Seguito e coordinato dalla professoressa Eleonora Iovene e dalla tutor Luciana Morgera, questa esperienza didattica valorizzerà di certo un territorio come il nostro, ricco di zone verdi spesso utilizzate da generazioni per la coltivazione o la piantagione, come accade da secoli per le viti. Un approccio ecologico concreto, in cui i ragazzi conosceranno l’orto e alcuni principi di orticoltura teorici e pratici, come la preparazione del terreno, la scelta delle varietà da coltivare, la semina e la sua cura. Fondamentale sarà l’incontro con alcuni addetti ai lavori come Ettore Guarracino produttorel'esperta di biodinamica Antonella Agostino che parlerà dei semi rari kocopelli e l’agronomo Silvia d’Ambra.

“Insegneremo la pazienza e la lentezza - conclude l'agronoma -, perché ogni coltura ha i suoi tempi, così come nella vita ogni età ha le sue esperienze. L’uso di prodotti chimici forza la natura. La mela o l’ortaggio che sembrano così belli e forti, in realtà non sono nient'altro che un palestrato sotto anabolizzanti”.

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