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Stasera occhi puntati verso l'alto: eclissi lunare, fenomeno astronomico dell'anno

Scienze
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Occhi puntati verso l'alto, al cielo, ad osservare il fenomeno astronomico dell'anno, come lo definisce l'UAI, Unione Astrofila Italiana. L'eclissi lunare di stasera lascerà il ricordo impresso nel cuore di milioni di astrofili italiani, che aspetteranno il ripetersi di un simile spettacolo con ansia, visto che la prossima eclissi è prevista solo nel 2015, a settembre.

Per assistere a tale meraviglia della natura, ancora più spettacolare di quella del 2007, è indispensabile annotare gli orari precisi: la Luna inizierà ad entrare nel cono d'ombra della Terra alle ore 19.23, ma bisognerà aspettare fino alle ore 20.22 per vedere l'eclissi parziale, o addirittura superare le ore 20.40, se si risiede da Roma in giù.

In assenza di nuvole, ad ogni modo, tutti potranno apprezzare la fase totale, e il rosso intenso della luna, che alle ore 22.12 terminerà. «L'eclissi sarà ben visibile dall'Italia, la Luna si tingerà di un bel rosso carico, perché va proprio verso il centro del cono d'ombra» afferma Elena Lazzaretto, astronoma dell'Osservatorio di Padova dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Un rosso che risente fortemente, a sua detta, delle caratteristiche dell'atmosfera, come quelle derivanti dall'inquinamento o, invece, liberate dai fenomeni vulcanici.

A fornire ulteriori particolari, l'astrofisico Gianluca Masi, del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope, che dichiara :«A renderla ancora più scura e opaca contribuiranno anche le ceneri liberate nell'atmosfera dalle eruzioni vulcaniche in Cile e in Islanda».

L'eclissi totale finirà alle ore 23.02, seguita, l'ora dopo, da quella parziale. Quali i consigli per non perdersi tale rara vista? Masi invita a cercare un punto d'osservazione dal quale l'orizzonte sia libero verso Sud-Est, evitando il centro abitato, causa la presenza di edifici ed alberi.

Pregiati momenti che l'ambiente vuole offrire all'uomo, ancora capace di perdersi di fronte a siffatti prodigi, ma non così tanto da preservarlo del tutto. Come se, pur fermandosi di fronte alla superiorità della scienza sulla ragione umana, non abbia la consapevolezza di un valore che, al di là del fascino, racchiude in sé secoli e secoli di scoperte. 

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