Ischia News ed Eventi - Confidenze & Confessioni - La sera ci vedevamo in Piazza Marina. Di Giuseppe Mazzella

Confidenze & Confessioni - La sera ci vedevamo in Piazza Marina. Di Giuseppe Mazzella

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Tempi di ricordi al tempo della “ seconda Repubblica”. Tutti quelli che l’ hanno vissuta rimpiangono la Prima non perché era perfetta. Anzi. Tutti volevano trasformarla in una “ Seconda”.


Più autentica, più vera, più rispondente alle richieste del popolo delle proprie comunità locali. I discorsi su Roma Capitale venivano in second’ordine. Prima c’erano i problemi della comunità locale. Un’ansia di “ Progetto”. Come rendere migliore il proprio piccolo paese e sentire la “concorrenza” dei comuni viciniori. Ognuno ricorda la Prima Repubblica come crede, vede,sente,capisce.

La mia Prima Repubblica comincia ai primi degli anni ‘60 del ‘900. Alla prima della scuola media che era ubicata soltanto nel Comune di Ischia. Non essendo scuola obbligatoria bisognava sostenere un esame di “ammissione”. A 11 anni dopo la licenza elementare. Se passavi l’ esame a giugno potevi andare alla “scuola ad Ischia” così si chiamava nel mio Comune di Casamicciola.

Egidio Fermo era il nostro autista dell’autobus SEPSA che ci aspettava in Piazza Marina per portarci ad Ischia Città dove la sede centrale era al corso Vittoria Colonna alla “Villa Anna”.

Facevamo tutto da soli a 11 anni e questo “percorso” ci permetteva di conoscere coetanei nuovi e diversi dalla nostra realtà paesana. Crescevamo più in fretta e forse meglio dei ragazzini di oggi.
Alcuni di quei compagni mi sono stati amici per sempre. Come Gianni Vuoso che si chiama “Giovan Giuseppe”.

Cominciavi alla scuola media ad avere una “identità” e ti formavi una “personalità”. La mia insegnante di italiano, storia e geografia, era Angiola Maggi, laica ed anticlericale, che ci insegnò il culto della Libertà di pensiero e ci fece scoprire il giornale che per lei era il “Corriere della Sera”.
L’ho comparto la prima volta nel 1961 a 12 anni. Feci la prima media nell’anno del centenario dell’ Unità d’ Italia e cominciai a conoscere lì ITALIA UNITA. Fino al 1861 eravamo 11 Stati.

Piazza Marina per i casamicciolesi era ed è il centro del paese. Scendevo da via Principessa Margherita da bambino. C’erano poche macchine ed amavo i tassisti. Amavo i motori ed il garage “Minerva”. Volevo diventare meccanico.

Quella Piazza Marina divenne da allora il centro dei miei interessi. Da lì potevi andare al “Bagno Eldorado” o affiancarti al gruppo dei ragazzini che sul molo attendevano la Principessa Mimosa Parodi Delfino che ci buttava a mare dal suo motoscafo fino alla 500 lire d’ argento che il più capace doveva saper prendere al volo mentre scendeva velocemente sotto l’ acqua. La 10 lire scendeva più lentamente e la potevi prendere con faciltà. Il più bravo era Carlino Sforza. Non potevi competere con lui. Ero uno “ scugnizzo” e mi piaceva esserlo.

Nella Piazza c’erano 4 caffè. E’ lì che si svolgeva la vita sociale ed anche la vita politica. Piazza Marina era la piazza dei “ grandi comizi” e dove avevano sede i due più importanti partiti del paese: la DC ed il PSI. La DC ha governato praticamente soffocando l’ opposizione dal 1946 fino al 1970.

Poi ha dovuto fare i conti con l’“opposizione”. Comandava il sindaco Antonio Castagna ed il suo braccio destro dottor Raffaele Monti, inamovibile segretario della DC. I pochi oppositori – come Peppino Iacono, Peppino Gambani, il prof. Cristofaro Mennella, l’avv. Mimmo Capezza – si vedevano, quasi come carbonari, nella Farmacia De Luise, e discutevano di politica nazionale e locale.

Da ragazzino che faceva “la scuola ad Ischia” cominciavo a predicare la Libertà di pensiero dall’insegnamento laico di Angiola Maggi scontrandomi con i miei cattolicissimi genitori.
La Grande Svolta ci fu nel 1964 con la lista “Concentrazione Democratica” capeggiata dal giovane dottor Filippo Maresca. Aveva 34 anni ma era un leader ed un trascinatore. La DC di Antonio Castagna vinse per pochi voti conquistando grazie al sistema maggioritario 16 seggi su 20.

Da quella sconfitta così amara nacque la sezione del Partito Socialista Italiano che fu aperta in Piazza Marina e dedicata a “Vittoria Nenni”, la figlia di Pietro morta in un campo di concentramento nazista. Tutta la “Concentrazione” divenne “ socialista” anche se la gran parte non sapeva quasi nulla del socialismo. La sezione del PSI – il cui segretario era Peppino Iacono, termalista – arrivò a circa 200 iscritti.

Il Consiglio Direttivo veniva eletto da una Assemblea e bisognava lottare per entrare. Avevo anche io a 15 anni aderito alla “Concentrazione Democratica” e poi fu naturale iscrivermi al PSI o meglio alla FGSI. Senza troppa convinzione. Mi sentivo un “liberale” un “laico”. Fui l’unico dell’ “opposizione” che aderì al circolo “Impegno Giovanile” costituito per iniziativa della DC con l’ obiettivo di rigenerarsi ed aprirsi ai giovani. Il Circolo durò circa 5 anni ma fu una scuola di vita per me. La mia militanza nel PSI fu difficile fin dagli inizi.

Non rinnovai la tessera per due anni. La richiesi solo nel 1968, dopo il diploma di ragioniere e l'iscrizione all’ Università in Economia e Commercio. L’ ho tenuta per 15 anni fino a diventare vice segretario della sezione e per due volte consigliere comunale.
Le polemiche erano di casa nel PSI. Ma c’era una grande passione politica.

La sezione di Casamicciola era la sede del Comitato di zona costituito da 18 compagni, 3 per ogni sezione dell’isola. Il Comitato di zona era paragonabile ad una assemblea provinciale. C’erano discussioni di alto livello e partecipando imparavi a parlare in pubblico, a costruire un discorso, a sentire persone più in gamba di te.

Membri del Comitato di zona erano il prof. Gianni Jannelli, l’ avv. Michele Regine, l’ avv. Pietro Di Meglio, il geom. Ilvio Pizzetti, ed altri.
Franco Iacono che nel 1979 fu eletto segretario di zona dichiarò anni fa che nel Comitato di zona aveva imparato a fare politica.

Per capire quanto la politica sia oggi lontana dai territori bisogna vivere nei piccoli Comuni. E’ qui che si misura il polso della passione politica e della sua importanza. Si misura anche lo spessore degli errori storici, le grandi occasioni perdute, la degenerazione di un costume.

Il Partito Democratico – che dovrebbe essere un partito di una certa “sinistra“- oggi in tutta l’isola d’Ischia non ha una sezione o un circolo. Negli anni ‘70 il solo PSI aveva sei sezioni ed almeno 800 iscritti-militanti. C’erano i leader come Peppino Iacono, Franco Iacono, Giosy Gaudioso, Michele Regine, ma c’erano anche Dirigenti come Franco Borgogna, Antonino Italiano, Giovanni Di Meglio ed altri ancora che facevano politica sul territorio isolano e soprattutto nei loro Comuni.

Non scendo più di sera in Piazza Marina. Da almeno 20 anni non c’è più la sezione del PSI e non c’è alcun circolo di partito o culturale. I miei Grandi Maestri – come Peppino Iacono e Peppino Gamboni – sono ormai morti da anni e con loro sono morte le polemiche reciproche ma anche le grandi passioni civili come il bisogno di fare il Piano Regolatore Generale per tutta l’isola, riaprire l’Osservatorio Geofisico, realizzare la “città termale” nel Pio Monte della Misericordia, sfruttare il porto come scalo turistico e non commerciale. Ed ancora gli scontri fra “correnti” per superare l’ alleanza con la DC che sul piano locale era impossibile. Volavano le sedie su questi argomenti.

Ci si toglieva il saluto per molto tempo. I congressi nazionali dovevano prima essere provinciali e regionali ed erano infuocatissimi. Ricordo un congresso provinciale a Napoli della FGSI al Maschio Angioino del 1972 dove ero delegato isolano e dove partecipavano Giulio Di Donato e Guido De Martino, fra gli altri, compagni di altri Comuni. Non si concluse per la feroce polemica.

Siamo passati in 40 anni da un eccesso all’ altro senza trovare una via di mezzo perché nel mezzo sta la Virtù.
Condivido l’ osservazione di Guido Compagna che oggi la scissione all’ interno del PD viene vista da molti come una “riunificazione” soprattutto da quanti hanno fatto politica per passione fin dagli anni giovanili.

Se il PD fa un congresso in 10 giorni come vuole Matteo Renzi ma quanti iscritti parteciperanno qui nei sei Comuni dell’ isola e perfino in una Metropoli come Napoli?
Abbiamo ormai “più scia di poppa che acqua di prua” come diceva l’ indimenticabile Ammiraglio Natale Proto.

Ma se possiamo fare qualcosa per ridare fiato alla passione politica, ricominciare a costruire un “ progetto” sul piano nazionale e locale, dobbiamo provarci. Ancora una volta.

 

Vecchia Casamicciola

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