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Sondaggio della Medtronic: pazienti affetti da ipertensione resistente al trattamento preoccupati

Scienze
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Peggiorano le prospettive di vita per le persone, circa 100 milioni, affette da ipertensione resistente al trattamento, malattia cronica particolarmente pericolosa, in quanto caratterizzata da aumento del rischio cardiovascolare, scompenso cardiaco e nefropatia. 

L’indagine, effettuata a livello mondiale (Brasile, Francia, Germania, Italia, Giappone, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti i Paesi coinvolti) con il sostegno della Medtronic, si è avvalsa della partecipazione di 800 soggetti affetti da tale patologia, mediante un sondaggio on line, realizzato dal 4 al 25 ottobre 2011, da Harris Interactive, per un totale di 4.574 intervistati: in particolare, in ogni Paese hanno aderito all’indagine ben 400 pazienti, di cui 200 affetti da ipertensione resistente al trattamento ed altrettanti affetti da ipertensione incontrollata, in terapia  - rispettivamente - con tre o più farmaci e con uno, due o nessun farmaco.

Ne emerge che, nonostante le continue cure mediche, in Italia, due terzi di soggetti affetti da tale forma di ipertensione ritengono che il timore maggiore più grave per la propria salute sia rappresentato dalla pressione alta, mentre 4 pazienti su 5 affermano di aver bisogno di nuove opzioni terapeutiche per riportare quest’ultima sotto controllo e 3 su 4 di assumere un numero di farmaci troppo elevato. Altresì, ben il (77%) degli intervistati ha descritto le proprie condizioni di salute come “sufficienti o scadenti”, tenuto conto che il 64% di essi è in cura dal medico di base ed il 34% dal cardiologo.

Dal confronto con le altre forme meno gravi di ipertensione, appare chiaro che tali pazienti hanno più probabilità di essere colpiti dalle altre malattie che mettono a rischio la vita, tra cui il diabete di tipo 2 (14% vs. 6%), cardiopatie (45 % vs. 9%) e obesità (33% vs. 23%), assumendo in media  4 pillole al giorno per abbassare la pressione e combattendo per tenere sotto controllo l'ipertensione da oltre 10 anni.

Le dichiarazioni più interessanti del sondaggio, infine, riguardano come i soggetti percepiscono la loro qualità di vita a causa di tale malattia: come la pressione alta la condiziona fortemente? Il 64% di essi ritiene di aver paura dell’ictus; l’85% di non vivere tranquillamente a causa di tale condizionamento; il 90% che essa ha un notevole impatto sulle condizioni generali di salute.

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