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Investire in ben-essere a ischia

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Il concetto di "ben-essere" ha subito, nel corso degli anni, una continua evoluzione riguardo al suo significato. Oggi tutte le offerte turistiche ed alberghiere parlano di "benessere", ma cosa significa questa parola nel linguaggio comune? Cosa intendono le agenzie di viaggio o gli albergatori quando si rivolgono all'attenzione dell'aspirante-turista invogliandolo a scegliere questa o quella struttura, ben attrezzata e dotata di... un centro benessere?

Se tempo addietro si poteva parlare soprattutto di "Terme" per quanto riguarda i centri benessere, oggi l'accezione comprende un significato ben più vasto, tanto è vero che si è arrivati a coniare un termine nuovo: la SPA, acronimo forse di Salus per Aquam, o forse derivato dall'antica cittadina belga di Spa, nota fin dall'antichità per le sue acque minerali.

Le SPA non sono più necessariamente dei centri termali – anche se ne possono essere dotate – ma ricomprendono una più vasta serie di servizi: oltre le stazioni termali ci sono anche aziende che forniscono cure idroterapiche o in generale servizi di benessere e cura del corpo. Questa è una delle tante definizioni di SPA che troviamo sul web:

"Con il termine SPA s'identifica una struttura avente un'area umida (sauna e/o bagno turco/piscina/vasche idromassaggio) a cui è associata un'area trattamenti (massaggi e trattamenti estetici) e che si completa di un'area relax dove i clienti post trattamento possono sostare. In questa struttura possono accedere sia uomini che donne e le dimensioni devono essere maggiori almeno ai 250/300 mq. Le strutture che hanno le caratteristiche sopra elencate ma con dimensioni inferiori ai 250/300 mq vengono considerati centri benessere, soprattutto se non associate ad alberghi". [vedi Dossier Termalismo]

La SPA ha ben inglobato il nuovo concetto di ben-essere che – come accennavamo – ha sostituito la vecchia concezione che riteneva il benessere strettamente collegato alla salute per lo più fisica, quindi come "assenza di patologie"; tanto è vero che, tempo fa, le terme erano viste soprattutto come "curative" di patologie varie e fruitori ne erano – appunto – soggetti affetti da malattie o anziani, rimandando così la concezione di esse un po' all'...."ospedale" e a quanto ad esso collegato, in termini di "sofferenza" e di "malattia". Oggi, invece, la SPA rimanda ad un nuovo concetto di benessere aperto a tutti: gli inglesi parlano di pampering, tradotto in italiano come coccole. Quindi, fruitori attuali delle SPA e dei moderni centri benessere sono tutti coloro che vogliono.... farsi coccolare (quante volte avete letto nelle pubblicità di alberghi, centri benessere, persino crociere o altro questo termine?)

Ecco allora che l'aspetto prettamente curativo del benessere cede il passo ad una visione – diremmo quasi – olistica di cura dell'individuo nel suo complesso, dove il piacere e il relax portano allo star bene con se stessi, scaricando lo stress della quotidianità e lasciando spazio, appunto, alle "coccole". "Coccole" che si materializzano non solo e non tanto nell'accesso ad un'area termale del centro benessere, quanto anche nel ri-mettersi in forma con attività sportive, massaggi e impacchi, o semplicemente stando distesi sui lettini dell'area relax, sorseggiando una buona tazza di tè. "Coccole", ancora, come prevenzione e non più necessariamente come "cura". "Coccole", infine, come rivisitazione – se non proprio ribaltamento – del concetto di "mens sana in corpore sano", laddove si può «star bene», nel senso di "benessere", anche se affetti da qualche patologia, purché ci si rilassi, ci si lasci coccolare e ci si lasci coinvolgere in attività utili a ritemprare anche lo spirito.

Secondo un recente dossier sul termalismo, alla rapida evoluzione di questo concetto di ben-essere non è seguita una altrettanto rapida evoluzione della formazione degli addetti del settore; si necessita di una legge che preveda corsi di formazione per estetiste, massaggiatori, terapisti riabilitativi, e per tutti gli altri operatori che lavorino nel settore "benessere".

Come ha influito questo nuovo concetto di ben-essere sulla passata stagione turistica di Ischia? Guardando i numeri, si direbbe in maniera negativa: l'afflusso turistico è minore rispetto agli "anni d'oro" della nostra isola come meta turistica privilegiata. Certo, c'è la crisi, ma non basta e non giustifica, visti i risultati (positivi) per altre zone turistiche termali.

Forse Ischia è rimasta ancorata al vecchio concetto di benessere e non si è saputa adattare ai nuovi cambiamenti.

Occorre dunque cambiare rotta e guardare avanti, abbracciando questa nuova visione olistica del wellness e investire per formare i nuovi operatori turistici ischitani in base a queste nuove realtà.

Il Salone Internazionale del Benessere, intende puntare anche a questo, ponendosi come centro permanente di formazione e aggiornamento e coinvolgendo tutti gli operatori del settore, impegnandoli a ricercare mezzi e modi per creare le condizioni adatte all'espressione anche sull'isola di un nuovo concetto di well-ness che si trasformi in well-being.

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